Il comitato è composto da persone provenienti da diverse esperienze: Ambientalisti, pescatori, agricoltori, commercianti, che vedono la Valnerina come un bene da valorizzare e conservare intatto per le generazioni presenti e future, dando loro la possibilità di godere di tale bellezza. Non vogliamo usare il verbo essere al passato riferendoci a questa meraviglia, per questo abbiamo costituito il comitato, “Salviamo la Valnerina”.
Troppe volte abbiamo assistito alla devastazione dell’ambiente da parte di qualche privato che ha nascosto l’interesse dietro a parole come progresso, interesse comune, nuovi posti di lavoro ecc…. tutte parole il cui unico risultato è stato quello di produrre danni irreversibili ad ecosistemi che si erano conservati quasi intatti fino ai giorni nostri. La Valnerina sta per diventare uno di questi ambienti.Un progetto di sfruttamento delle acque del fiume Nera per fini idroelettrici presentato dalla Provincia di Terni, sulla base di uno studio realizzato dall’Università di Perugia, sta per compromettere in maniera definitiva l’equilibrio di questo ecosistema. Nessun vantaggio avrebbero gli abitanti del luogo,ne in termini di risparmio energetico,ne in termini occupazione. L’energia elettrica prodotta confluirebbe nelle reti primarie garantendo un vantaggio solo a chi le ha realizzate.Momentaneamente verrebbero creati posti di lavoro,ma una volta terminati i lavori che cosa restera? Ambienti come il nostro possono produrre occupazione con il turismo,un’attività che richiede studio ,competenze e impegno seri. Soprattutto creerebbe posti di lavoro e benessere maggiori in Valnerina, di quanto potrebbero fare questi impianti. Questi al contrario impoverirebbero l’economia locale, poiché una volta realizzati, il numero dei frequentatori della nostra valle diminuirebbe, tutto a discapito dell’economia locale. Ma è più facile scegliere la via più larga, quella più semplice, non importa quali saranno poi le conseguenze il cui effetto negativo è trasversale, sempre.
Nessuno di noi è contrario a fonti alternative per produrre energia, tuttavia che senso ha se poi andiamo a scegliere i siti dove insediare tali strutture in modo superficiale, senza tenere conto delle conseguenze che tali scelte avrebbero non solo sull’ ecosistema ma anche sul tessuto sociale?
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